COPYRIGHT [lettera inviata alla mailing list di storia gay e lesbica History da Giovanni D'Orto il 29.11.99]

Gli editori che controllano i mezzi d'informazione hanno tutto l'interesse a fare credere a tutti che tutto sia sotto copyright (salvo quando fa loro comodo infrangerlo) e che quindi loro hanno il diritto di guadagnarci sopra. Tuttavia non è così. Pur avendo il governo Berlusconi (Berlusconi possiede molte case editrici, fra cui la Mondadori) dilatato a dismisura i limiti già amplissimi del copyright, la legge prevede esplicite eccezioni, altrimenti sarebbe impossibile qualsiasi ricerca e qualsiasi studio.

Allora, per rimuovere questo ostacolo una volta per tutte, specifico che:

1) il diritto d'autore su un testo si applica in Italia per 70 anni dalla morte dell'autore. Cio' che è apparso prima è nel "pubblico dominio" e chiunque puo' usarlo, pubblicarlo eccetera.

2) analogamente, il diritto d'autore su un'immagine d'arte si applica per 50 anni dalla morte dell'autore. Inoltre musei & c. hanno il diritto di imporre alcune condizioni alla riproduzione ---> editoriale di opere d'arte da essi conservate (in genere il pagamento di almeno L. 20.000). (!!!!).

3) il diritto d'autore su un'immagine di cronaca vale 20 anni dalla data di pubblicazione o comunque di produzione.

4) il diritto d'autore su foto per carta d'identità e simili non si applica (specie se eseguite da macchinette!), salvo sia un vero e proprio ritratto eseguito da un fotografo che firma l'opera.

5) il copyright su articoli apparsi su quotidiani, a meno che siano stati esplicitamente registrati (come nel caso di elzeviri, e in questo caso specifico il copyright è indicato alla fine dell'articolo, sotto la firma) dura 24 ore. Il giorno dopo, per "diritto di cronaca", è già possibile riprodurli e ri-pubblicarli, purchè se ne citi in modo completo la fonte. Lo stesso discorso vale per i periodici, e per i lanci d'agenzia-stampa.

6) è sempre consentito trarre, per uso privato e di studio, purchè non commerciale, copie parziali (fotocopie, fotografie, copie manoscritte) di un'opera anche recentissima. E' invece (teoricamente) proibita (e punita con una multa) la copia integrale. A tali fini la scansione di un'immagine non è diversa da una fotocopia, che è una stampa eseguita a partire da una scansione.

7) è consentito citare estratti "ragionevoli" (nella prassi, si considera tale cio' che è al di sotto di una pagina) nel contesto di una citazione, per ragioni di studio o recensione e non commerciali, purchè si indichi in modo completo la fonte.

Infine, Internet sta sconvolgendo il concetto stesso di diritto d'autore in modo che ancora non sappiamo valutare. è sempre più difficile valutare a chi appartenga un'opera, è sempre più impossibile perseguire tutti coloro che infrangono un copyright (io stesso ho trovato brani dai miei libri "piratati" su Internet, ed ho lasciato correre).

Aggiungete che ammettendo pure per ipotesi che abbiate infranto un copyright, il processo che potrebbe esservi intentato potrebbe al più chiedervi i danni: di sicuro in carcere non ci andrete. Nel caso di privati cittadini che scambiano un'email, e certo non di agenzie pubblicitarie che impostano su un'immagine una campagna miliardaria, le tariffe che si applicherebbero sarebbero di solito quelle sindacali: 15.000 lire a cartella per un testo, e da 30.000 a 300.000 lire per un'immagine. Cio' implica che siccome costerebbe almeno dieci volte di più il processo... E se il proprietario fosse all'estero, i prezzi lieviterebbero ancora di più. è insomma altamente improbabile che qualcuno si prenda la briga di farvi causa.

Cio' sapendo, tutti gli editori infrangono quotidianamente i copyright: non per i grandi nomi e le foto importanti, certo, perchè sono tutelati da agenzie che hanno fior d'avvocati per tutelarsi, ma lo fanno. Quando trovate la dicitura "foto d'archivio" e simili, spesso si tratta di un'immagine piratata.

Esistono infatti milioni di immagini "orfane", che avevano sì un proprietario quando furono prodotte, ma che sono opera di personaggi deceduti, e dimenticati, che non hanno una Fondazione o eredi che che curino i loro diritti d'autore eccetera. Su parecchi libri capita poi di leggere: "l'editore resta a disposizione degli eventuali aventi diritto": significa che l'editore non è riuscito a trovare gli eredi o il proprietario del copyright... e in molti casi non l'ha neppure cercato (specie se l'autore è straniero). In tal caso se la cava "tenendo a disposizione" la somma che avrebbe, secondo le tariffe correnti sul mercato, dovuto dare all'autore. Che se si farà vivo, l'avrà, in caso contrario...

GD'O