Mariella Bettarini

Mariella Bettarini č nata nel 1942 a Firenze, dove vive e lavora. Dagli anni Sessanta collabora a giornali e riviste con scritti di critica letteraria e sui rapporti tra cultura e societā. Dal 1973 al 1993 ha diretto il quadrimestrale di poesia "Salvo Imprevisti" ed attualmente dirige "L'area di Broca"., semestrale di letteratura e conoscenza. Dal 1984 cura, con Gabriella Maleti, le collane di poesia e prosa "Gazebo", "Gazebo verde", e "I quaderni di gazebo". E' presente nelle principali antologie di poesia italiana contemporanea e suoi testi sono stati tradotti in varie lingue. Ha pubblicato oltre venti libri di poesia, oltre a tre di narrativa e a vari saggi critici, tra i quali ricordiamo "Felice di essere", del 1978



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lussuria non č lusso
mie
pavoncelle
limoni in vasi
e voi dolci sorelle di spini e amori
agri alti dolori di piume e penne
il romorio che venne
che venne (o che andō) a me
č un settembre da re
e liquidi ed ardori
e celesti sopori e pareti e zampette
lei che miele mi mette
e la luna
che gira e dopo l'ira
e la pancia e la testa
come tenermi desta?
e gli alberi e la storia e lumache
dentro questa memoria
e il Duemila che viene con le stragi
e le mie vene
con le loro braci
e questo e quello e il resto
che sarā
non so stare a metā
non so stare nel poco
accendi tu
lo mio languente foco
e poi siamo bambine
lasciamoci vedere con le trine
e poi siamo guerrieri
vestiamo le armature di ieri
guerrieri
senza sangue nč guerra
abbattiamo la serra
guerrieri e amanti
spezzeremo i giganti
noi sole siamo un mondo
noi col nostro rotondo
progetto utopico
col nostro armonico
abitare la Terra
rispecchiare chi erra
leggere e fare
proseguire ad amare
agitare i vulcani
ridere
e lacrimare forte forte
per questo mondo sempre messo a morte
parlare ed essere
tenere il filo che si deve tessere

FIRENZE - ARTIMINO

I

voragine/vertigine
(alimento/elemento)
una macchina da
poesia
tu e la pieve romanica
(ho squarci nella testa)

II

riverberano te
(ti contengono) collana/specchio
chiocciole
devianza del corso
di un certo fiume
lontananza

III

Artimino sė -- Artimino bella
che si sale e ti mostro mentre che spiova pare
invece sono solo i nostri occhi
invece
sono solo vigne chiare e alberi d'ottobre
ed erbe e ciocchi e una torre
che pare che si tocchi

IV

allieva di me stessa
io
antica allieva (apostata)
d'un cattolico dio
credo solo al romanico rosone
a fasi che son fedi
alla coscienza all'intelletto al cuore

V

ai fiati nostri
a noi luoghi
di guerra -- alla terra
alla sorte
a un approdare
con i ciclamini
alle erbe
ai bambini

IL VIAGGIO / IL CORPO

I

nocchiero o nauta
(alberi esplosi -- io
implosa)
amica mia
io implosa
ho i rombi nella testa

II

balzo (guizzo) -- coda
di delfino
mio processo
estrattivo
babele mio
si bruciano gli abeti
col nostro fuoco

IV

albero-nave
albero-terra
albero che m'investe
albero che si veste
moto
im-mobile
il mio corpo remoto
aderire -- irretire
la mia polpa mentale
i vostri corpi
alberi
smorti
le ginocchia slogate
ammal(i)ante l'amore
una sola
la foglia con due facce
(la foglia dell'olivo)
se vento batte
giocano le due facce
a nascondino

VI

l'amicizia amica
dell'amore
ed il corpo
del cuore
e la carne
della parola