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Karin Maria Boye (1900-1941)

L'altro sguardo: antologia delle poetesse del '900. Guido Davico Bonino e Paola Mastrocola (a cura di). Milano: Mondadori, 1996

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L'amazzone

Ho sognato spade stanotte.
Ho sognato battaglia stanotte.
Ho sognato che lottavo al tuo fianco
armata e forte, stanotte.

Lampeggiava forte dalla tua mano,
e i Troll cadevano ai tuoi piedi.
La nostra schiera serrava le fila e cantava
nella minaccia di tenebre silenziose.

Ho sognato sangue stanotte.
Ho sognato morte stanotte.
Ho sognato che cadevo al tuo fianco
con ferite mortali, stanotte.

Tu non notavi affatto che io cadevo.
La tua bocca era seria.
Con la mano ferma tenevi lo scudo
e andavi dritta per la tua strada.

Ho sognato fuoco stanotte.
Ho sognato rose stanotte.
Ho sognato che la mia morte era bella, e buona.
Cosė ho sognato stanotte.

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Sei la mia consolazione pių pura,
sei il mio pių fermo rifugio,
tu sei il meglio che ho
perchč niente fa male come te.

No, niente fa male come te.
Bruci come ghiaccio e fuoco,
tagli come acciaio la mia anima -
tu sei il meglio che ho.

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Come posso dire...

Come posso dire se la tua voce č bella.
So soltanto che mi penetra
e mi fa tremare come una foglia
e mi lacera e mi dirompe.

Cosa so della tua pelle e delle tue membra.
Mi scuote soltanto che sono tue,
cosė che per me non c'č sonno nč riposo,
finchč non saranno mie.