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Jean Dominique (1875-1952) (pseud. di Marie Closset)

L'altro sguardo: antologia delle poetesse del '900. Guido Davico Bonino e Paola Mastrocola (a cura di). Milano: Mondadori, 1996

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Tu ti consoleresti, forse
con le foglie, con l'acqua,
col biancore delle tende
e il cielo dipinto sui vetri...
Tu ti consoleresti, mia anima,
se consolarti potessi,
con questo tetro paesaggio
dove i tuoi occhi fieri e voltati
inseguono le nuvole, al tramonto,
come erranti piaceri!

Tu ti consoleresti, mio cuore?
Ma chi potrebbe consolarti?
Se il tuo dolore lo contempli
e lo trattieni abbracciato
come fiori e come fiamme
sulla tua spalla consunta!

Il cielo è dipinto sui vetri
come una riva d'azzurro...
Tu ti consoleresti, forse,
mio cuore!... e sarebbe morire!
E sarebbe morire infine,
sul lungofiume duro e vermiglio
dove bianco il battello del destino
abbassa la vela immensa e non vuole partire!

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Quando ha fluttuato nel vento l'odore del ligustro,
ho masticato il passato, e il gusto del nulla
m'ha quasi sotto la porta assopita...

La soglia era fiorita di sole e di vento;
ho visto il ricordo passare sollevando
amara una polvere morta.

La verga d'oro in fiore, d'un movimento eguale,
nel giardino natale dolcemente oscillava
la sua immagine bella imperiosa...

O memoria! Accostando la tua bocca dolente
alla mia esile spalla, e il tuo cuore stordito
contro di me, ho riaperto gli abissi del sacro.

Il silenzio formato da un canto di uccelli che cade
nel cuore fresco del folto dei ligustri ondeggianti
questo profumo ha gettato nel mio cuore violento!

Adesso, che vuoi, immobile sotto la porta,
ombra del mio amore, così debole e forte,
o Immagine tenera imperiosa...?

Ho masticato il tuo nulla per l'ultima volta...
O vecchiaia che vieni, a te griderò
per rinunciare alla fine a tutto quello che non ho!