Loredana Maliene



ANTIMATERIA DEL CUORE

La persistenza del cielo. Vorrei che
questa cenere ti desse il segno
che tu non sai. Ali di farfalla nella notte
il viaggio senza fine il tuo profondo
desiderio della terra australe. Siamo noi
il confine l’antinomia il duro esserci
per inerzia. La materia opaca del corpo
per desolare il desiderio, solo gli occhi con un cenno
vanno oltre.
E mi dicono gli insonni spiriti dei luoghi siderali
che nelle lacrime di Orione c’è l’amore ignoto
come quando a Paterno ti chiesi un bacio che mi desti
e te lo vidi chiuso a chiave
come un gioiello di antenati

ma sconosco la chiave che gira
a vuoto per questo vuoto di galassie
in giro vagabonde sento che
l’antimateria del cuore
è labile cometa, visibile
nella sua traccia di contigua assenza.




DI ME SONO DIMENTICA

di me sono dimentica
quando mi immergo nelle tue contrade
lontane anni luce nel grande oceano
d'esilio che ti fa cara la morte non mi
ritrovo più nelle mie dolci campagne
odorose di nuova pioggia faccio fatica
a regalarti la mia quieta insania non
vado più di corsa aspetto
la tua voce cadenzare un abbandono
che non c'è

dimentico e disconosco
la crudeltà dei tempi dislocati
non sono nel tuo cosmo freddo
di dolore ma lo vedo identico
al dolore sotterraneo ed ancestrale
che smaglia le certezze anche la
mia solitudine si nutre della tua
quando so che il mio amore
è solo mio




IL DOLORE SEGRETO DI PENSARTI

il dolore segreto di pensarti
- non più pensata - nei millesimi
di secondo accanto ai tuoi disarmati
passi di una qualsiasi guerra
contro la vita che combatti, di calibrarti
sorrisi e pause per non accrescere di amaro
questo calice

il dolore di essere per te
un nome transitorio, un canestro di giorni
che solo per te raccolgo, come fiori
morti in una falsa primavera

l'inutile dolore del ricordo,
dell'aver tenuto in mano
il tuo estasiato corpo