PENSIERI
Annetta


Mi sento strana stasera. Spesso la mia stranezza mi porta ad essere alquanto serena, ma oggi soffro di una stranezza dolorosa. Mi sento sola, forse è solo questo

In questo momento sei a casa a goderti il Natale con la tua famiglia; io sono qui insistentemente a pensarti, a ciondolare fra il telefono e il computer chiedendomi se sia giusto oppure no telefonarti. Fra poco anche questo Natale si concluderà come quelli che sono già trascorsi e come quelli che arriveranno col tempo. Stavolta è come se una patina gelida avesse ricoperto il mio cuore, qualcosa di simile al ghiaccio sull'asfalto, o alla nebbia delle strade di montagna. Ho allontanato le persone che mi vogliono bene e non sono riuscita ad avvicinare quelle che amo. Forse ho fallito più di quanto avessi potuto immaginare. Non solo ho perso quello che pensavo di avere, ma non sono neanche riuscita a raggiungere ciò che desideravo.
Mi chiedo se sono davvero in grado di amare e se non è questo solo un modo di distruggere le cose. Di allontanarmi e rinchiudermi in quella solitudine che mi fa solo male e nient'altro

Passano i giorni e nonostante qualcuno si ostini a dirmi che probabilmente i tuoi atteggiamenti "nuovi" siano una reazione spontanea a ciò che ti sta accadendo, ho paura che una vocina dentro di me stia tentando di farmi capire che forse sei sempre stata così ed io non me ne sono mai accorta. Ho paura di capire che forse hai avuto solo una grande pietà di me, del mio modo strano di vivere, rinchiusa fra quelle mura di cui sono ancora triste prigioniera ma che in realtà non riesco a lasciare per paura di crollare; forse tutto quello che mi hai detto, le parole di conforto, i silenzi che io pensavo avessero un senso immateriale, in realtà non ce l'avevano, ma erano solo pause durante le quali per la stanchezza ti fermavi e vagavi, giustamente, fra le tue personali preoccupazioni. Non so neanche sinceramente perché sto qui a scriverti questa lettera, forse è perché stasera mi manca così tanto il tuo modo d'essere di qualche mese fa che avrei quasi voglia di abbattere ogni barriera immateriale e raggiungerti ovunque tu sia.

Capire che sono solo un viso tra la folla forse è la cosa che mi ha fatto più male, sapere che non ti fidi di me, che non ti sei mai fidata probabilmente ostacolata dalla tua situazione attuale mi ha ferita molto. E con queste parole non me la sto prendendo con te, ma con me stessa, per essere, te lo ripeto per l'ennesima volta, così maledettamente sensibile…sono un'idealista senza futuro che crede troppo nella potenza dei suoi sentimenti e delle emozioni che riesce a trasmettere a chi crede che sia come lei. Ma tu non sei come me…è qui che mi sbagliavo. O forse lo sei vagamente stata.

Se fosse così mi addolora che tu ti sia dimenticata cosa significa essere come me, vivere di libri e musica, di stelle e costellazioni, di cieli immensi, di posti irraggiungibili e anime perdute, di ali spezzate e di mete verso cui avanzare. E di amore, quell'amore che non ti fa mangiare…ma hai solo voglia di stare zitta al buio per sognare il più possibile, sognare gli occhi di colei che ami, e non vederla su quel palcoscenico che te la porta via, ma all'ombra di una grande quercia secolare, nel bel mezzo di una foresta, nella quale la luce del sole filtra solo dalle foglie degli alberi. E il vento spira sottile come una carezza sul viso e ti lascia solo ricordare come un brutto incubo la tempesta che non molto tempo fa investiva la tua anima, quella tua voglia disperata di non vivere, di non voler esistere e allo stesso tempo di volerlo fare ma di non riuscirci. E sapere che vedere lei era come guardare te stessa e la tua vita passata, il volto segnato dal dolore ma non tanto dall'età, quando ogni giorno era un secolo, ogni ora un anno e ogni minuto una stagione dolorosa da guardare solo con difetti enormi e insormontabili. E poi ad un tratto uscire da tutto il resto, dal tuo corpo, dalla tua sofferenza senza fine, ma che adesso arriva magicamente al capolinea perché vedi quella felicità che per anni credevi un'utopia lontana, sbucare dietro l'angolo e farti cenno di seguirla, e quando la vedi senti mille voci dentro di te che ti dicono "Segui lo splendore dei suoi occhi e non ti perderai mai" e allora tu non stai a riflettere se sia menzogna o verità ma ti fiondi come verso un sogno diventato realtà . E ti guardi da fuori e dici a te stessa che quella felicità si sta materializzando nella creatura più bella che tu abbia mai visto al mondo, che nei suoi occhi intravedi le immagini di posti che non hai mai visto, delle sterminate vallate dell'Irlanda, delle scogliere, dei mari freddi, di posti caldi, di foreste fresche, di montagne alte. E poi la sua voce…Dio mio…quella sua voce e pensi "Non è possibile che esista, non è possibile che sia vero" e continui a non crederci finche non te la trovi fra le braccia e respiri il suo odore fino infondo all'anima e allora la riconosci e capisci che è davvero lei. E il tuo cuore sa che non è una bugia. Potresti fissarla per ore, ascolti i suoi respiri e provi a guardarti da fuori e ti accorgi che la vita non è niente male, infondo non c'è nulla che ti manchi davvero e allora ti chiedi "E' questa la vera felicità? Io penso di si" Perchè avrai lei, si, proprio lei, che ti ricorderà le cose belle che avrai avuto, non è questo quello che infondo hai sempre desiderato? Tu sai che è così. Ma passa poco tempo e intraprendi la discesa che ti avrebbe riportata a schiantarti al suolo.

Cominci a chiederti se lei abbia davvero capito il senso di tutte le tue parole, di quei tuoi silenzi, delle tue note, e che non creda che sia solo un modo per attirare la sua attenzione perché è famosa, perchè migliaia di persone conoscono il suo nome, sanno dove abita, le telefonano, le mandano regali, le dicono ti amo. E quando capisci che forse lei non ha mai veramente capito nulla di te allora ti ricrolla tutto addosso, ma non smetti di amarla, anche quando le fai un discorso orgoglioso al telefono promettendole che sarà facile dimenticarla. Ma lo sai che non è vero. E sempre per quel tuo orgoglio feroce continui a stare zitta e a soffocare la tua voglia di ascoltare la sua voce, di dirle Buon Natale. Ma più che altro sai perché non lo fai? Perché sai che lei non lo apprezzerebbe più. Forse lei ha dimenticato la vostra prima telefonata quando le dicesti che i soldi, il successo sono tutte scorciatoie che non portano da nessuna parte, perché la vera felicità, quella che ti fa volare anche senza ali, si ottiene imparando ad apprezzare le piccole cose.

E hai paura, perché lei se ne sta andando e tu sai che la perderai e insieme a lei perderai anche tutto quello che in otto mesi sei riuscita ad ottenere: la fiducia in te stessa, nella tua forza, nella tua anima, nel tuo modo di agire, e di essere. La felicità per essere come sei, per avere la bellissima capacità invidiata da tanti di saper amare, e di aver capito che si può amare anche e soprattutto una donna e si può desiderare di darle tutto quello che possiedi dalla più insignificante delle cose a quella più bella e importante: il tuo tempo, i giorni felici che potresti trascorrere, il resto della tua vita, i tuoi sogni. Quei tuoi sogni, quando la notte lei ti fa visita alle soglie del tuo cuore e senza bussare te la ritrovi già in ogni parte di te stessa. E non te ne vergogni, anche se ci sono tante persone che ti sono contro, anche quando la gente parla sottovoce di te, e pensa che quel tuo amare un'altra donna è contro natura e contro ogni legge di Dio. Perché quando senti quelle voci filtrare dentro la tua anima e ferirti, poi ti ricordi di quando lei ti diceva che alla gente piacerà parlare di te, che sarai l'argomento del giorno, che ti odieranno, che ti prenderanno in giro, ma che poi passerà, perché tu saprai che stai seguendo il tuo cuore. Hai desiderato essere una di quelle foglie che in autunno cadono dagli alberi portate via dal vento, morendo lentamente, senza soffrire troppo; hai deciso di cambiare e cambierai, hai deciso di crescere e crescerai perché rifugiarsi nei sogni è come dimenticarsi di vivere. Ma nel cuore porterai sempre lei, e nonostante al cospetto degli occhi la sua stella si sia oscurata, al cospetto del cuore lei è ancora come uno specchio, lo specchio di te stessa. E quando camminerai, non smetterai di guardare indietro e di conservare il suo ricordo in eterno…mentre le lacrime si perdono fra la pioggia pensando a quando ritroverai la strada per tornare da lei in un modo diverso che non ti faccia così male e che soprattutto non ne faccia a lei.
E quando aprirai gli occhi e ti accorgerai che pensando a un'altra donna il tuo cuore ha ricominciato a battere, non smetterai di pensare che sarebbe bello chiamarla e renderla partecipe di questa tua nuova gioia, e constatare lo stupore nella sua voce quando le dirai che la donna che adesso ha risvegliato il tuo cuore, l'ha vista tante volte e la conosce abbastanza bene.

E poi saluti la donna che infondo infondo ami ancora con una lettera simile a questa, un profondo monologo interiore indirizzato più a te stessa che a lei. E le dici grazie per le emozioni belle e brutte che ti ha trasmesso perché ti hanno fatto crescere, per la poesia che ti ha dedicato in una lettera bellissima che hai letto e straletto centinaia di volte, e che non dimentichi quando ti disse che potreste fare grandi cose insieme, anche se forse scherzava, o quando le confessasti con un filo di voce che avevi fatto l'amore con una donna ma che quello non era stato vero amore, perché avrebbe potuto esserlo con una sola anima al mondo. E le promettesti che se anche avesse scelto qualcun altro per starle accanto le avresti augurato tutta la felicità di questo mondo. E così è stato.

Tu non dimenticherai. Mai