PAS D'OUBLI: ELEONORA DUSE (1858-1924) A FIRENZE

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Nerina Milletti, 1995. "Pas d'oubli: Eleonora Duse (1858-1924) a Firenze", in: Quir: mensile fiorentino di cultura e vita lesbica e gay, e non solo..., 17: 20-24.

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Tra le poche strade che a Firenze sono dedicate ad una donna(1), spicca Viale Eleonora Duse, che incrocia il viale Gabriele D'Annunzio ai piedi della collina di Settignano. Anche nella toponomastica cittadina sembra vigere l'eterosessualità obbligata, perché se la logica è quella di collegare romanticamente i nomi degli amanti, allora molte delle traverse del viale Duse dovrebbero avere il nome di una donna.

La mostra Eleonora Duse e Firenze, priva di spiegazioni di alcun genere e presentata alla Palazzina Mangani di Fiesole dall'8 ottobre al 27 novembre 1994, consentiva solo a chi già "sapeva" di cercare (e trovare), nelle lettere inedite lì esposte, i riferimenti alle sue storie con le donne. Il catalogo è invece assai ricco di informazioni sulle sue vicende amorose, in particolare su quelle fiorentine.

Eleonora Duse nasce nel 1858 e presto comincia la sua carriera di attrice, incoraggiata anche dalla collega Giacinta Pezzana. Nel 1882 ha una figlia, Enrichetta, e nello stesso anno è folgorata dall'incontro con Sarah Bernhardt. Nel 1888 abita a Firenze (prima in Piazza Signoria 5, poi in Piazza S.M. Novella 1) ed ha una storia con Arrigo Boito. Ma in questa città conosce Giulietta Gordigiani Mendelssohn, figlia del pittore, più giovane di lei di 13 anni, detta "la fiesolana" e corteggiata anche da D'Annunzio. Giulietta sposerà nel 1899 il banchiere e violinista barone Roberto von Mendelssohn, che avrà anche lui una storia con la Duse nel 1906. Giulietta però lo saprà solo dopo la morte di lui e, comprensibilmente indignata, romperà ogni rapporto con Eleonora, anche se la difenderà sempre dal punto di vista artistico. In occasione di un forse immeritato insuccesso della Duse, scriverà che: "non si perdona a chi è hors ligne... Gli italiani come gusto non valgon meglio di que' 60 al Consiglio comunale che distruggono Firenze per fare delle ignobili case a cinque piani, delle orribili strade diritte e piazze quadrate..."

Nel 1894 la Duse frequenta Laurence Alma Tadema (l'autrice di Songs of Womanhood che aveva adottato un nome maschile, ed "esibiva i modi e l'aspetto dell'altro sesso") e che insieme a Giulietta la accompagna in tournée nel Nord Europa. L'anno successivo conosce Gabriele D'Annunzio (che la tradirà - sembra - anche con Lyane de Pougy e Romaine Brooks); la vita della "Divina" era evidentemente assai movimentata, perché nel 1896 è a Pisa con Gabriele ma va in Russia con Giulietta.

Diventata capocomico della propria compagnia teatrale, si trasferisce a Firenze e mantiene D'Annunzio (che nel romanzo Il fuoco del 1900 rappresenta la Duse come "Foscarina" e Giulietta come "Donatella Arvale") nella villa della Capponcina. L'anno dopo si stabilisce nel villino di Settignano detto "la Porziuncola" e nel 1902 recita nella Francesca da Rimini, con Emilia Vanini che fa una parte en travesti; l'estate seguente va a Capri (dove si era stabilita una rilevante colonia di gay e lesbiche) e nel 1904 a Firenze comincia a frequentare Laura Orvieto. Laura scrive sulla rivista Il Marzocco con lo pseudonimo di "Mrs. El" e fa parte del "Lyceum", importato a Firenze da miss Costance Smedley e patrocinato dalla contessa Beatrice Pandolfini.

La Duse le manda messaggi, fiori e foto e la chiama "Benozzo" perché somiglia ad uno degli angeli biondi dipinti da Benozzo Gozzoli:

"Mando un soldo di violette a Benozzo, e vogliatemi bene... Cara Donna del Poggiolino, ieri mi fece tanto bene rivedere la donna che mi piace (tanto), ma l'uccelletto ieri quando entrai nella stanza aveva gli occhi inquieti, perché?... Vi aspetterò dunque domenica alla Porziuncola, non mi piace rivedervi in queste stanze d'Hotel che dans soggezione a 'l'uccelletto'...
Ele".
Laura ricorda così la sua passione per la Duse:

"Io l'adoravo... ora tutto è finito. La liberazione è venuta... Il fascino è svanito: la luce, spenta... Ella venne alla mia casa, alta, bella, dolce, grande, con quel suo sorriso che pare rivelare l'infinito, e mi baciò. Ella mi baciò, e mi domandò se l'amore era cresciuto; perché l'amore deve crescere: e io risposi di sì, che era cresciuto, che le volevo tanto bene. L'Amelia era comparsa durante la conversazione, e tremava... da tutte le parti era stata attaccata, sprezzata, esiliata... Vile [Eleonora]!".Le attenzioni della Duse per Laura avevano infatti provocato la gelosia non solo del marito di questa ("Tu non la vedrai. O lei o io..."), ma anche di Amelia Pincherle Rosselli, scrittrice e nonna della omonima poetessa(2), che abitava anche lei a Firenze e che scriveva a Laura: "Quando tu hai ricevuto una lettera o una visita della Duse, mi odii,... sei tutta piena di lei... Ora tu mi odii anche più di prima, ma non fa niente. Io invece ti voglio bene... Sai che ho avuto la visita della mia 'amica'? Già, è venuta a trovarmi da Vallombrosa... Addio donnino biondo e carino, scrivimi, te ne prego". Amelia si vergognerà poi di aver pianto in pubblico a causa della Duse, comunque Eleonora, che doveva partire per la Russia, se ne va, precisando a Laura: "Non chiedo più quello che già chiesi..." Nello stesso periodo, Eleonora scrive a Sarah Bernardt: "Pas d'oubli dans mon coeur... Vous m'aviez alors habitué á une douce intimité qui était devenue pour moi une tendresse respectuese et profonde. Hélas, pourquoi aujourd'hui, pourquoi Madame mon coer ne peut il aller directement au votre?"

Intanto il pittore Gordon Craig, figlio dell'attrice Ellen Terry Craig e fratello di Edith Craig (famosa sia come produttrice teatrale che come femminista e partner di Clare ‘Tony’ Atwood), era arrivato a Firenze insieme ad Isadora Duncan per disegnare la scenografia di uno spettacolo della Duse. Così nel 1907 Eleonora passeggia per i giardini di Boboli con la celebre ballerina, con la quale la ritroveremo in seguito.

Nel 1908 la Duse compie 50 anni; l'anno successivo lascia il teatro. Inizia la storia con Cordula Poletti (di Ravenna, poco più che ventenne, già fidanzata di Sibilla Aleramo), con cui abita per un po', prima a Firenze a villa Curonia e poi a Venezia. Secondo alcuni biografi Eleonora e Cordula si sarebbero conosciute grazie alla femminista napoletana Alberta Alberti, che avrebbe avuto anche lei una relazione con la Duse. Dopo due anni però la relazione finì, deteriorandosi in attriti e recriminazioni ma la Duse con i conoscenti minimizza: "Cordula Poletti è ritornata alla sua pineta perché qui si annoiava troppo". In realtà Lina si era trasferita a Roma, dove dal 1931 abiterà con la femminista Eugenia Rasponi, anche lei ravennate. Cordula aveva scritto una nuova versione della tragedia Ariadne, che alla Duse probabilmente non piacque, mentre a Rilke (anche lui a Venezia) non piaceva proprio lei, Lina, ragazza poco più che ventenne, lesbica dichiarata e femminista; questa è la velenosa descrizione che ne fa alla principessa Marie von Thurn und Taxis:

"E' una giovane donna non senza talento, ma senza flessibilità nemmeno in quello, erudita perchè apprende facilmente, di proposito, ma solo con uno scopo definito, con più energia che vocazione... Qualcosa è certo: la Duse ha sofferto moltissimo per causa sua e avrà bisogno di tempo per rimettersi da quella compagna".

E per rimettersi più in fretta dalla perdita, a Tegernsee la Duse si accompagnerà alla contessa Sophie Dreschel. Un'amica ricorda che nel 1913:

"venne anche la spiacevole sorpresa di vederla, a Viareggio, dove aveva preso casa a Fosso dell'Abate, in apparenza molto legata all'orrenda Isadora Duncan:... passeggiavano sul mare, ed Isadora ne guardava rapita ogni movimento e gesto..."

Nonostante questo Isadora rimane incinta di uno scultore e la Duse ovviamente si arrabbia. Ma tant'è: quell'anno lei e la famosissima cantante Yvette Guilbert, tante volte ritratta anche da Loutrec, progettano di andare in tourné insieme negli Stati Uniti.

Eleonora Duse fondò una "Casa delle attrici" - un suo progetto di centro culturale con annessa biblioteca - inaugurata il 27 maggio 1914 a Roma (a villa Ricotti, sulla Nomentana), ma che l'anno seguente era già chiusa. In quel periodo frequentava Maria Avogadro e Désirée von Wertheimstein, formando uno strano trio. Già sulla sessantina, nel 1916 recita in Cenere, film muto tratto da una novella della Deledda, che fu un clamoroso fiasco.

Nel 1917 commenta il "Congresso Nazionale delle Donne" che si era tenuto al Teatro Argentina di Roma disapprovando le istanze femministe che ritiene troppo aggressive affermando che "le donne che oggi aspirano ad elevare il proprio ruolo nella famiglia e nella società, come molte donne hanno fatto nonostante innumerevoli lotte ed ostilità... non sono 'femministe': sono donne, donne reali, tutte le donne".

Eleonora ha ancora una vasta schiera di ammiratrici e ha sempre avuto molte amiche: le scrittrici Olga Ossani Lodi ("Febea"), Grazia Deledda, Sibilla Aleramo, Ada Negri, Matilde Serao (sua testimone di nozze nel 1881); e poi Laura Groppallo, Liliana de Bosis, duchessa di Palmella; la soprano Emma Calvé; Cecile Sorel; Mathilde Acton Gablenz; Olga Resnevich Signorelli; Emma Garzes; Antonietta Pisa; Maria Osti; la scultrice Etta Macy; la musicista Lucia Casale; Virginia Reiter; Maria Osti Giambruni; ecc. Ma anche il più esplicito dei suoi biografi(3), quello cioè che ammette che tra le amiche della Duse "un certo numero erano lesbiche o bisessuali" e "molte non facevano mistero delle loro proclività mentre altre erano più discrete", nonostante questo sente il bisogno di aggiungere che: "non ci sono prove certe per affermare o negare una relazione fisica tra la Duse e le sue amiche", e che anzi a suo parere tali rapporti erano "di tipo materno".

Dopo il fallimento della sua banca Eleonora Duse si trovò in gravi difficoltà economiche e dovette perciò ricominciare a recitare. Nel 1922 col tramite di D'Annunzio e di Margherita Sarfatti incontra Mussolini, va a Parigi con Yvette e si rivolge per aiuto a Katherine Onslow.
"Poco è conosciuto di questa donna notevole, la cui presenza fu invalutabile per l'attrice, alla quale era completamente devota"; sappiamo solo che era un'aristocratica nubile, magra, con spessi occhiali e che fa un grosso prestito alla Duse. Insieme a Maria e a Désirée l'accompagnerà nella tournée degli Stati Uniti che l'attrice fece nel 1923.

Eleonora Duse muore il 21 aprile 1924 in una stanza dello Shenley Hotel di Pittsbu
rgh di una polmonite presa per essersi bagnata sotto la pioggia. Fu assistita anche dall'attrice e amica Enif Robert Angelini; al suo capezzale, giorno e notte, anche Désirée e Maria, alle quali lascia i suoi beni. E' sepolta nel cimitero di S. Anna ad Asolo.

 

Nerina Milletti


NOTE:
1. Consultando lo stradario di Firenze (che elenca circa 2000 voci), se si escludono le strade dedicate ad una cinquantina di beate, suore, ordini monastici femminili, sante e madonne oltre a via delle Belle Donne (belle donne = prostitute) e via delle Pinzochere (pinzochere = donne nubili e pie che pulivano la chiesa di S. Croce; per estensione quindi: "zitelle"), si scopre che solo ad una quindicina di donne in questo comune è stata dedicata una strada.

Le fortunate sono: Anna Maria Enriquez Agnoletti (1907-1944, uccisa a Cercina dalle SS); Ida Baccini (1851-1911, scrittrice e direttrice di "Cordelia"); Cristina [Trivulzio] di Belgioioso (1808-1871, patriota); Vittoria Della Rovere (1622-1695, granduchessa di Toscana); Eleonora Fonseca Pimentel (1752-1799, scrittrice e patriota); Caterina Franceschi Ferrucci (1803-1887, poetessa e scrittrice); Mafalda di Savoia (1902-1944, principessa d'Assia, morta a Buchenwald); Maria [Felicita] Malibran (1808-1836, cantante); Lucrezia Mazzanti (di Figline Valdarno, si annega nel 1529 per sfuggire allo stupro di Gianbattista da Recanati); Anna Maria Luisa Medici (1667-1743, elettrice Palatina; lascia le collezioni medicee allo stato); Florence Nightingale (1823-1910, infermiera, che dichiarò di avere dormito e vissuto con contesse inglesi e contadine polacche e di aver suscitato le più grandi passioni nelle donne); Adelina Patti (1843-1919, cantante); Eleonora Ramirez De Montalvo (fondatrice delle Montalve); Luisa Sanfelice (1764-1800, patriota); Adelaide Ristori (1822-1906, attrice) e, come abbiamo detto, Eleonora Duse.

2. Amelia Rosselli (1930-1996), una delle più grandi poetesse del Novecento. Di origine ebraica e figlia di uno dei due fratelli Rosselli (Carlo), uccisi nel 1937 dai fascisti.

3. Meno reticente sulla vita amorosa della Duse è l'ultima sua biografia [NB. uscita dieci anni dopo la pubblicazione del presente articolo]: Helen Sheehy, 2005. Eleonora Duse. La donna, le passioni, la leggenda. Milano, Mondadori.

TRA LA BIBLIOGRAFIA CONSULTATA:

  • Giovanni Pontiero, 1986. Eleonora Duse: In Life and Art. Frankfurt am Main: Lang.
  • Cristina Nuzzi (a cura di), 1994. Eleonora Duse e Firenze. Catalogo della mostra tenuta alla palazzina Mangani, Fiesole (Firenze) 8 ottobre - 27 novembre 1994. Firenze: Firenze viva.

    Questo documento è stato tratto dal sito elleXelle - http://www.ellexelle.com